giovedì 5 dicembre 2013

Pauta Pot

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione. 
William Shakespeare 

In una società che si muove veloce, la Natura, con i suoi tempi lenti e le sue attese per ogni nuova nascita, ci ricorda che, per creare cose belle, ci vuole tempo.

Simona, in arte "Pauta Pot", ci racconta come sia riuscita a dare un valore speciale a quegli attimi sospesi che la vita ogni tanto ci concede e a trasformare quell'attesa nella sua personale forma d'arte.

1. Pauta Pot, sul tuo sito leggo: Pauta chi? 
Pauta Pot è un progetto recentissimo, nato nel Luglio di quest’anno. Non potevo andare in vacanza e, per non morire di noia, mi son detta “dai giochiamo a fare la ceramista!” E così ho ideato Pauta Pot.
Il gioco poi ha preso una piega inaspettata: "mi son ritrovata a fare la ceramista sul serio!".

2. Chi c’è dietro queste meravigliose creazioni in ceramica? 
Dietro al progetto Pauta Pot ci sono io, Simona (attualmente educatrice in un asilo nido, ma solo dopo aver rinunciato ad essere un architetto e aver svolto lavori di ogni tipo in Italia e all’estero) che, dopo aver percorso strade molto diverse tra loro, ho trovato attraverso la terra un mio modo per incrociare tutte le diverse esperienze in un’unica grande passione, che mi permette di trasformare ciò che sento in una “creazione” fatta e finita, di raccontare in qualche modo una storia, una sensazione, un sentimento, una giornata.

3. Com’è nata la tua passione? Da chi hai imparato la tua arte? 
Nel 2011 ho cominciato a frequentare un corso di lavorazione al tornio presso l’associazione Acquarius di Torino, lì ho trovato due meravigliose insegnanti -Lilli Morgando e Maria Teresa Frizzantin- che mi hanno dato molto e continuano a farlo (non smetterò mai d’imparare e questo per me è fantastico!). 
All’inizio non avevo idea che potesse scoppiare in me l’amore per quest’arte. Certo ho sempre “pacioccato” da piccola con qualsiasi cosa, anche col fango (la “pauta” in piemontese) ma non avevo mai pensato di poter giocare sul serio a fare la “ceramista”. 

 4. I tuoi prodotti ci raccontano delle stagioni e dei suoi colori. Le linee e le forme stilizzate sono per noi una finestra sul tuo mondo, Ti lasci ispirare dal paesaggio che ti circonda? 
Mi lascio ispirare da tutto ciò che mi dona una sensazione piacevole o semplicemente mi emoziona in modo positivo: dai colori dell’alba mentre guido verso il lavoro alle espressioni buffe del mio gatto, dai disegni dei miei bambini alle parole di un amico, perfino dalle forme del cibo che mi trovo nel piatto. 

5. Come nasce un tuo prodotto? È frutto di un processo logico in cui prima lo disegni, lo progetti e poi lo realizzi oppure ti lasci trasportare dal tuo istinto? 
All’inizio quando ho acquistato il tornio, era un gioco: prendevo un po’ di terra e quello che ne veniva fuori era frutto del caso. Con il tempo ho cominciato a ragionare un po’ di più su cosa volevo realizzare. 
Disegno molto e da sempre ma in modo disordinato, solitamente su fogli che poi spargo per casa o dimentico in mezzo ai libri. Un flusso creativo continuo che mi porta a disegnare durante le riunioni noiose, mentre sono in coda alla posta o quando faccio colazione. 
Prima di mettermi al tornio sento la voglia di realizzare delle tazze allora le disegno più “seriamente” (è qui che mi torna utile il disegno architettonico). Quando poi mi metto all'opera spesso il progetto iniziale si evolve e sperimento altre forme, e poi altre ancora e così via. Poi, come per magia, ognuna trova un suo decoro in qualche schizzo perso chissà dove e che fatico non poco a ritrovare...et voilà che prende vita la collezione Pauta Pot! 
Resta comunque sempre un gioco che mi diverte, altrimenti non ci sarebbe alcun gusto...

6. Di quali macchinari ti servi per realizzare le tue opere? 
Il mio tornio, mirette e stecche (che sono attrezzini e non macchinari), ma soprattutto le mani e il cuore 

7. Perché affondare le mani nell’argilla regala un senso di libertà ed è così piacevole?Si tratta di un piacevole ricordo d’infanzia?  
In realtà credo che sia la bella sensazione che si prova nel plasmare con le mani la terra fredda, liscia e poi aspettare che si secchi un po', rifinirla, e colorarla e poi graffiarla, inciderla, cuocerla e di nuovo, volendo, colorarla... insomma tutto il processo lento della ceramica in generale mi ha conquistata. 
Ogni singolo pezzo richiede tempo, calma e pazienza; la ceramica è lentezza e, in un mondo stressato e sempre di fretta, per me quella lentezza sa un po’ di serenità, un po' di pace. 

8. Che cosa comprende la tua linea di prodotti? 
Quello che mi piace di più fare in un determinato periodo.
Ceramiche da usare tutti i giorni: tazze, tazzine, ciotole etc. Ma anche ceramiche che arredano come le nuvole da appendere, i porta fiori da muro, le calamite oppure da indossare. Mi sto cimentando con le collane, non sono una persona molto fine e per me creare bijoux è un grande sforzo ma è anche un gioco nuovo che mi sta insegnando un’amica.

9. Qual è il valore aggiunto che portano gli oggetti Pauta Pot nelle case di chi li acquista? 
La storia che racconta ogni creazione.
Dietro una "Pauta tazza" ci sono giornate intere di emozioni di ogni genere e poi c'è musica (fedele compagna delle mie nottate creative): una tazza può in qualche modo raccontare un po’ di me, può trasmettere una bella sensazione proprio mentre la guardi e sorseggi un tè o un caffè.
Se hai tra le mani una Pauta tazza allora vuol dire che è stata una storia a lieto fine.

10. Collabori con altri artisti? 
Io AMO follemente le collaborazioni!
Ho realizzato delle scodelle per i biscotti di un artista della panificazione, Riccardo Liccione, dei bottoni per le bellissime creazioni di un tessitore, Matteo Salusso, a breve “Cucinando su ruote” (il progetto culinario itinerante della mia amica Sara) abbinerà le sue torte da passeggio a delle Pauta ceramiche.
Con un'altra amica ceramista Aldonza condivido gioie e dolori, ma soprattutto gli spazi espositivi a manifestazioni varie ed eventuali, come A/mano Market di Piacenza, Il Carrousel di Milano e prossimamente l’evento espositivo al Soundart di Torino.
Amo la condivisione e non posso farne a meno; è nella mia natura: giocare in compagnia è più divertente o sbaglio? 

11. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qual è il tuo sogno nel cassetto? 
Vorrei un forno, con tutto il cuore, e credo che arriverà con l’anno nuovo. 
Vorrei viaggiare e formarmi, dedicarmi un po’ a materiali nuovi, conoscere nuovi maestri e continuare a incontrare persone che mi stimolino e con cui collaborare. 
Faccio progetti a piccoli passi, l’importante è continuare a divertirmi in ciò che sto facendo, il progetto Pauta ha come priorità il divertimento e lo stare bene. 

12. Dove può trovarti chi desidera un tuo prodotto? 
Il Pauta Lab è una piccola stanza nella mia casetta nella Val Chisone: chi vuole può venire a trovarmi lì per bere un tè e vedere le mie ceramiche; basta contattarmi tramite il mio sito web  www.pautapot.com 
Chi passa da Venezia può trovare alcune mie creazioni alla Lanterna Magica, chi vuole cominciare bene la giornata può scoprire” La colazione è più bella coi Biscotti e la Scodella” a L’Angolo del Pane di Frossasco, chi invece ha l'occasione di mangiare le prelibatezze di Sara di “Cucinando su ruote” troverà i dolcetti da passeggio a braccetto con le Pauta ceramiche. 
Prossimamente mi impegnerò a creare una bottega online… promesso!!

Ogni cosa a suo tempo, mi diceva sempre la mamma.

Simona ci insegna a rallentare, a non correre affannati dietro obiettivi per noi non ancora maturi perchè le difficoltà che incontriamo oggi magicamente spariranno quando arriverá il momento giusto. 

E allora godiamoci la serenità che ci regalano gli oggetti di Pauta, ritagliamoci, anche se brevi, momenti per noi, per un te o una tazza di caffè con gli amici, lasciamoci nuovamente conquistare dalla natura, dai suoi colori e dai suoi tempi lenti.
Riscopriremo che anche dalla Pauta possono nascere oggetti preziosi.



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È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. - Henri Cartier-Bresson -

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