venerdì 5 luglio 2013

Wear a poem

L'immaginazione non è uno stato mentale: è l'esistenza umana stessa.
W.Blake

Intervista a Sara Stella - Atelier Ricreativi

1. Sara Stella, un nome magico e poetico, come ti descriveresti?
Il nome in effetti trovo che mi rappresenti ed è da qualche tempo che sto cercando di recuperarlo, dato che tutti per far più in fretta mi chiamavano semplicemente Sara, mi presentavo solo con una parte del mio nome, ora invece sto cercando di far in modo che anche attraverso la presentazione possa passare un pochino di me, riappropriandomi di chi sono a partire dal nome.
E chi sono … difficile definirsi o descriversi, sono sempre in lenta evoluzione e cambiamento. L’aggettivo lento mi accompagna credo da sempre, è da sempre che ho bisogno del mio tempo e di spazio per il pensiero, ed un tempo ed uno spazio che devono seguire i miei ritmi che sono appunto senza fretta, senza pressioni, lenti!
E’ certamente un bel po’ di tempo che riconosco in me un lato romantico e poetico che racconto attraverso i miei disegni e acquerelli.


2. Com’è nata la tua passione per la pittura?
Ad un certo punto, intorno ai vent’anni, ho deciso di sospendere per un po’ l’università (ho studiato conservazione dei beni culturali) per andare a fare un periodo di volontariato in Chiapas, Messico. Lì lavoravo per bambini di strada e in un nido per mamme vittime di violenza. I fine settimana invece andavo nelle comunità in montagna per fare laboratori di creatività con i bambini. Durante questo periodo un’amica mi aveva spedito un quadernetto bianco per prendere “appunti” sull’esperienza, e lì decisi che il mio modo di raccontare sarebbe cambiato, sarebbe diventato un diario per immagini. Così ho iniziato a disegnare e dipingere i miei vissuti, al posto di scriverli. Con il tempo mi sono avvicinata alla poesia, che ora è diventata la mia principale fonte di ispirazione creativa.


3. Atelier Ricreativi, un progetto didattico, come nasce e cosa proponi nei tuoi percorsi d’arte? Atelier Ricreativi è il mio contenitore di progetti ed idee e nasce dalla voglia di proporre percorsi espressivi secondo la mia maniera di vivere l’espressività creativa ed artistica, in maniera differente da quanto ho trovato offerto fin’ora. Quello che propongo sono appunto percorsi e non corsi o lezioni, perché la lezione accademica è distante dalla mia esperienza pittorica e io propongo quanto sperimento in prima persona. La mia è una strada che attraverso un percorso cognitivo di indagine porta ad una crescita in termine di conoscenza di sé e ad un risultato, dal punto di vista “tecnico”, di riconoscimento della propria maniera originale di esprimersi, arrivando ad un’ autorialità del tratto. Le attività che stimolano le competenze artistiche, creative ed espressive vanno sviluppate, non solo come passatempo, ma integrate in maniera seria e costante nella formazione “tradizionale”; avere più risorse è un arricchimento culturale individuale che si trasforma in un vantaggio sociale.

4. Durante gli incontri didattici i tuoi allievi attraverso l’esercizio della pittura, oltre ad acquisire le competenze tecniche, intraprendono anche un percorso di crescita personale, una sorta di espressione creativa ed emotiva. Come è strutturata la lezione al fine di indirizzarli verso tale consapevolezza?
All’inizio dell’incontro propongo una breve meditazione, un moneto di silenzio interiore guidato da me, perché ci si possa immergere senza disturbi esterni nell’esperienza che si sta per vivere. Questo permette di essere pronti ad iniziare allontanando gli altri pensieri del quotidiano. Ricordo sempre di abbandonare il giudizio estetico canonico, le griglie di bello e di brutto che facilmente sono state fonte di frustrazione espressiva per anni, impedendo di potersi esprimere liberamente. Durante i percorsi incoraggio a prendere atto di quanto esce da noi, di accettarlo senza giudicarlo come qualcosa che c’è, che esiste, e che per tanto va considerato. Perché è attraverso il susseguirsi di esecuzioni pittoriche di immagini che troviamo qual è la nostra via di esprimerci, ed è una via che è solo nostra, personale, che ci distingue da tutti. Durante gli incontri pittorici propongo dei temi di indagine, e su questi temi porto spunti letterari e poetici ad esempio, per facilitare la produzione di pensiero in merito. L’indagine di questi concetti diventa più profonda, poiché il doverli esprimere in maniera visuale, dunque diversamente dall’usuale forma orale o scritta, porta la nostra mente a doverli analizzare da differenti punti di vista per trovare la maniera più adatta da poter essere espressa pittoricamente. Così il percorso diventa un allenamento intellettuale e cognitivo, tecnico pittorico, e al contempo un’ approfondimento di conoscenza di sé.

5. “Wear a Poem” – Indossa una poesia: un progetto ambizioso. Ci puoi spiegare di che cosa si tratta?
Come dicevo negli ultimi anni la mia principale fonte di ispirazione è la poesia, e ho sempre pensato che sarebbe meraviglioso potersi vestire di idee in modo da farsi accompagnare da quei pensieri, far sì che diventino come la scia di profumo che prende lo spazio immateriale attorno a noi, espandendosi e circondandoci. L’abito, o il gioiello illustrati con un mio acquerello, ispirato a una specifica poesia, avranno in sé la forza e la suggestione di quelle parole. Si può vestire un’idea che ci incoraggi, che ci rappresenti, o ci rassicuri, ce n’è sempre bisogno, a seconda dei giorni e dei momenti da vivere.


6. Come nasce e si sviluppa la collaborazione con Sassi?
Dal momento che ho deciso di realizzare il progetto Wear a Poem ho cercato collaborazioni con stilisti che rispecchiassero con i propri modelli la mia idea, la linea di Sassi mi è sembrata subito adatta a realizzare l’idea per la leggerezza e semplicità ma anche per l’originalità dei suoi abiti. Così l’ho contattata proponendole una collaborazione ed in lei ho subito trovato interesse ed attenzione, siamo partite praticamente subito nella produzione, ed ora stiamo realizzando la linea per i piccoli.
Gli abiti di Wear a Poem a Torino si possono trovare nel bellissimo negozio Au Petit Bonheur, di via Principe Amedeo 35, dove una sala è completamente dedicata alle creazioni della linea di Sassi “Sassicartaforbice”



7. Emily Dickinson: hai sognato anche tu di camminare con lei su prati coperti di brina, di ginepro e di lampone, come cantavano i Simon & Garfunkel in "For Emily, whenever I may find her..."?
Emily Dickinson è la prima autrice che mi è rimasta nel cuore, è la poetessa per cui è iniziata la mia passione, tanto delle cose che racconta sono le stesse che sento e che ho vissuto. Un sogno con lei sarebbe in un prato di erba alta e incolta …

8. Qual è la poesia e relativa illustrazione che porti nel cuore?
Io abito la Possibilita’
Una casa piu’ bella della prosa
piu’ ricca di finestre
superbe le sue porte

E’ fatta di stanze simili a cedri
che lo sguardo non possiede
Come tetto infinito
ha la volta del cielo

La visitano ospiti squisiti
La mia sola occupazione
spalancare le mani sottili
per accogliervi il Paradiso


Io ci leggo la potenzialità, e mi è stata vicino incoraggiandomi in momenti difficili. L’illustrazione che feci per quella poesia era un uccellino che volava via dalla gabbia con un percorso incerto, arzigogolato, ma comunque libero di volare.

9. Cosa vuol dire essere un creativo o un artista oggi a Torino?
Ehehehe …  è un percorso difficile, si mette in gioco tanto di sé, e ci si deve armare di coraggio e forza perché difficilmente verranno dall’esterno. Ma credendoci, e raccontando in maniera autentica ed originale, credo che si possa trovare il proprio spazio per iniziare.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri?  Qual è il tuo sogno nel cassetto?
I miei progetti futuri, difficile a dirsi … spesso le idee mi vengono come folgorazioni, e da lì inizio a lavorarci senza sosta fino a quando non le vedo realizzate . Per ora so che da settembre partiranno i miei Baby Atelier e i percorsi pittorici sul femminile che quest’anno si arricchiranno anche di una versione sulla gravidanza (il durante e dopo).
Wear a Poem da luglio sbarca anche a Milano! E spero di far approdare l’idea presto in nuove città e anche all’estero.
Ecco, sì, una cosa che proprio mi piacerebbe sarebbe fare un’esposizione sulla mia analisi e ricerca del femminile, un tema che da mesi sto declinando in diverse esecuzioni di corpi in varie posizioni e situazioni, da sotto le stelle a giocoliere di mele…

11. Dove può trovarti chi desidera un tuo prodotto?
A Torino Wear a Poem si può trovare in via Principe Amedeo 35, da Au Petit Bonheur, a Milano da Le Canottiere, Alzaia Naviglio Grande 4.
Mentre per curiosare un po’ fra ciò che faccio, gli ateliers che propongo e per tutto il resto si può  dare un’occhiata alla mia pagina su www.ateliericreativi.blogspot.it o  facebook Atelier Ricreativi e contattarmi ateliericreativi@gmail.com


Ho conosciuto Sara e mi è venuto in mente W. Blake.
Come il poeta inglese, Sara riscrive le poesie con le immagini che le parole le suscitano.
I suoi capi diventano così un omaggio alla sinestesia che è implicita in ogni bella poesia.


Le foto sono state scattate da Au Petit Bonheur, in via Principe Amedeo 35, Torino.







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È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. - Henri Cartier-Bresson -

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