mercoledì 6 febbraio 2013

American soul

"When I first saw Montana it connected with something deep inside me and the more I go there, the stronger that feeling becomes." 
- Nicholas Evans -

Intervista a Paolo Volpe.

1. Vulpinest (Tana della Volpe): perché hai scelto questo nome?
Io mi chiamo Volpe di cognome. Mi piacciono molto gli animali, e solitamente li preferisco alle persone...<:)<:)<:) in più (per pura fortuna?) mettici anche il fatto che la Volpe è proprio un bell'animale!!! Da qui l' idea di tenere "la Volpe" nel nome.
Poi la Tana, il rifugio sicuro, in cui la confusione moderna non entra e non mi disturba, un luogo in cui chiunque entri deve capire che non è entrato in un negozio, bottega o laboratorio qualunque... ma in un ambiente quasi privato e per pochi, quei pochi che sanno apprezzare quello che faccio, come lo faccio e perché lo faccio...e il posto giusto è proprio una Tana!

2. Com’è nata la tua passione? Da chi hai imparato la tua arte e dove trai ispirazione?
Come sia nata di preciso non lo so...so che il cuoio mi piace e mi attira da quando ho circa quattordici anni. Ho iniziato da solo, senza sapere niente. Nel paesino dove andavo in vacanza andai da un calzolaio per comprare dei pezzi di cuoio e lui, molto gentile, mi diede le prime dritte, regalandomi anche qualche vecchio strumento usato da lui. Tutto ciò più di vent' anni fa.
Da lì la passione è sempre rimasta più che altro un passatempo, un hobby, ma ha continuato a covare...
Finalmente circa quattro anni fa presi la decisione di mettermi seriamente a lavorare il cuoio.
Ho frequentato un breve corso da ciabattino, da un giovane calzolaio figlio d' arte, poi un altro corso un po' più orientato verso i miei interessi. Ma tutto ciò pur avendomi aiutato non mi ha portato a raggiungere completamente il mio reale obiettivo: il "tooling" ovvero la tecnica Americana di lavorare il cuoio con dei bulini tramite battitura, ottenendo effetti tridimensionali senza asportazione di materiale.
Per arrivare quindi ad affinare questa tecnica ho dovuto affidarmi alla tecnologia e, grazie a decine di video scaricati da internet, visti e rivisti, manuali "made in USA" sia veri che elettronici letti e riletti, e tanta tanta pratica ho cominciato a vedere i primi risultati!
Ora, sto continuando ad imparare, studiare, provare a migliorare, cerco di tenere una forte impronta Western e di portarla su tutto ciò che si riesce a fare con le mani e il cuoio.
L' ispirazione mi arriva... Mi guardo sempre intorno, riguardo le foto dei viaggi negli USA, foto di animali, di fiori, di paesaggi...poi da una schematica bozza disegnata a matita parto col progetto!

3. Utilizzi quasi esclusivamente materiali naturali: come li scegli e da chi ti rifornisci?
Il cuoio che utilizzo è a concia vegetale, prima lo acquistavo direttamente negli USA, ora ho trovato una conceria, in zona, che ha proprio quello che piace a me, sia per qualità che per tipo di concia che per spessore...
I colori sono tutti biodegradabili a base d' acqua e li compro negli Stati Uniti, sono meno penetranti di altri, tipo quelli a base alcolica, e col tempo tendono a sbiadire un po' di più... ma sono più naturali anche nell'effetto e io li preferisco. Poi penso che l' invecchiamento naturale di questo tipo di cuoio e di tintura esaltino la qualità del cuoio stesso e del lavoro che c'è su di esso...

4. Qual è il tuo manufatto preferito?
L' ultimo!
A volte il penultimo...
Non è uno scherzo, facendo pezzi unici, e non è per vantarmi, ogni volta che inizio un progetto l' idea guida è che venga meglio del precedente, almeno un particolare deve esser cresciuto di livello rispetto al suo corrispettivo dell'ultimo lavoro...

5. Di che macchinari ti servi per realizzare le tue opere?
Gli oggetti che realizzo sono eseguiti, realmente, interamente a mano. Il cuoio lo taglio a mano con il coltello, i punti per la cucitura li segno col compasso fisso o la rotella, i buchi sono eseguiti uno per uno con fustelle manuali e martello, la tinta è anch'essa stesa a mano, oltre, ovviamente, alla parte di puro tooling, tutta manuale dal disegno iniziale alla battitura finale.
Non c'è ausilio di energia elettrica se non per quanto riguarda l' illuminazione!
Macchinari, quindi, non è proprio la parola più corretta poiché in realtà l' unico di questi che utilizzo è una macchina da cucire Americana completamente manuale con funzionamento a leva, tipo slot machines, che uso molto poco dal momento che la maggior parte delle cuciture le eseguo a mano!
Mi servo invece di diversi attrezzi, alcuni specifici da cuoio come i bulini per il tooling, altri di uso comune ma usati in modo particolare, altri ancora auto costruiti da me o modificati.
Quasi tutti gli attrezzi specifici li ho acquistati negli USA, i bulini, gli swivel knives, i coltelli rotanti utilizzati per incidere i disegni sul cuoio prima di iniziare la battitura, anche i mazzuoli, a testa cilindrica verticale in nylon.
Alcuni attrezzi sono comuni anche qua, lesine, coltelli da calzolaio, che io uso modificati, martelli in gomma e da calzolaio...
Poi ci sono quelli auto costruiti in osso o legno che uso per lisciare il cuoio e rifinire i bordi arrotondarli e renderli lisci.
C'è poi il jolly del leatherworker che è il coltello a testa tonda, che in abili mani può tagliare perfettamente dritto, seguire curve strette, assottigliare il cuoio, smussare i bordi... una volta imparato ad usarlo è veramente comodo!

6. Cosa significa essere un artigiano a Torino?
Non penso di aver abbastanza esperienza per potermi esprimere, ma non credo che Torino sia particolarmente adatta a certi tipi di artigianato...ma io non mollo!

7. Collabori con altri artigiani?
Sto iniziando adesso...

8. Quali sono i tuoi progetti futuri? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Continuare a fare quello che faccio, e farlo sempre meglio...
Più che un sogno è "il punto di arrivo" e non è più nel cassetto da un pezzo: andare a vivere in Montana!


9. Le cose da sapere per il tuo cliente:
  • Lavori su ordinazione? Sì! E solitamente lo preferisco, realizzare pezzi unici e su misura non è sempre più divertente ma più gratificante.
  • Realizzi ed intagli sulla base di disegni che porta il cliente? Sì, anche se cerco sempre, nei limiti, di "westernizzare" tutto, magari poco, ma spesso...
  • Effettui riparazioni? Sì. Cerco di salvare ogni oggetto in cuoio che mi portano. Ovviamente facendo tutto a mano esistono pro e contro, anche quando si tratta di riparazioni.
  • Quali sono i tempi di realizzazione indicativi per i tuoi lavori? Non esiste un tempo indicativo, tutto dipende dalle "complicazioni" che si aggiungono al progetto base. Ad esempio per fare una cintura mi possono bastare due ore: per una semplice striscia di cuoio tagliata, rifinita sui bordi, colorata in tinta unita, ingrassata e firmata. Oppure me ne possono servire venti, sempre di ore e sempre per una cintura, ma tutta lavorata, rivestita e intagliata internamente, cucita a mano...
  • Effettui spedizioni? Sì, il metodo lo concordo di volta in volta.

10. Dove può trovarti chi desidera un tuo prodotto?
In un sacco di posti!
Su Facebook: vulpinest leatherworker (sia pagina che profilo)
Oppure, e sarebbe la scelta migliore, in Tana! a Torino in via A. Volta 1/G

clicca sulla foto per ingrandirla

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È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. - Henri Cartier-Bresson -

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