mercoledì 16 gennaio 2013

Arte iconografica



Nel silenzio L'amore si rivela nel più bello tra i volti, nel più profondo degli sguardi.


Lorenza
È sera, rientro a casa, accendo istintivamente la luce mentre appoggio le chiavi sul mobile, una carezza ai gatti  e subito qualcosa attira la mia attenzione: una luce nuova si riflette nel salone.


È un dipinto.
Non uno dei soliti quadri, ma una tavola di legno rettangolare che poggia su un tre-piedi.

La luce diffusa è data dall’oro con cui è stata adornata l’aureola.
Mi avvicino attirata dall’intensità dei colori, dalle linee morbide con cui è tracciato il volto, la particolarità dello sguardo, la solennità del soggetto: la concentrazione di simboli mi fa capire che sono di fronte ad un’opera d’arte.

In lontananza la voce di mia mamma: “è un’icona, l’ha realizzata Lorenza”.

Qualche giorno dopo mi reco al Serming per assistere ad una lezione di iconografia.

Nel quartiere di Borgo Dora, fra locali notturni ed attività commerciali multietniche sorge il Serming: l’ex Arsenale Militare, una struttura di 40 mila metri quadrati completamente ristrutturata. Oggi è un monastero metropolitano, un rifugio per coloro che vogliono cambiare vita, ma anche un luogo di incontro e formazione.

Non appena arrivata chiedo informazioni sul corso di iconografia alla portinaia; subito una giovane volontaria si offre di accompagnarmi affinché non mi perda.
Inizia così il mio viaggio nella comunità, fra corridoi ciottolati che si aprono su giardini e cortili interni, sale riunioni, luoghi di preghiera, dormitori e mense, la volontaria mi guida sicura e ad ogni passo mi racconta un pezzo di storia di questa città nella città.
Affascinata dal racconto non bado alla strada (me ne occuperò al ritorno) ed eccomi alla sala di iconografia.
Sulla porta Lorenza ad aspettarmi, pronta con un gran sorriso a portarmi nel suo mondo.

Lorenza è infermiera professionale, masso-fisioterapista, laureata in Teologia alla facoltà di Torino, donna e mamma. Quando smette i panni della professionista mette a disposizione degli altri la sua preparazione teologico-spirituale attraverso le giornate di ritiro-laboratorio di icone-ergoterapia.
Per Lorenza lavorare alle icone è permettere alla luce di venire a rischiarare le tenebre del cuore.
I suoi alunni sono discepoli di arte e di spirito.

Mi siedo al fondo della sala. È grande, calda e perfettamente illuminata.
Partecipano al corso persone di ogni età e nazionalità, in perfetta sintonia con quanto mi ha raccontato la volontaria sulla missione del Serming. C’è della musica di sottofondo ed un piacevole profumo di legno. Lorenza mi presenta al pubblico, ma dopo un breve saluto tutti tornano ad immergersi nel proprio lavoro.

Ciascuno è dotato di una tavola, realizzata su un’intelaiatura di legno e successivamente coperta con una serie di strati di tela, gesso e colla.
Ogni studente all’inizio del corso ha scelto l’immagine sacra da realizzare che sente più affine.
Il disegno è poi copiato con la grafite sulla tela. Lo studente si veste da iconografo.

Inizia così un cammino di crescita che si snoda verso due direzione: una tecnica e l’altra spirituale. 

La tecnica ha origine antichissime ed oggi come allora le icone si scrivono adoperando materiali naturali: colori in polvere, realizzati con terre naturali e pietre preziose, tuorli d’uovo, vino e foglia d’oro.

Quello spirituale è un percorso di crescita personale, di presa di coscienza, di ispirazione e di speranza.

Di seguito alcuni scatti del corso.

Vi invito a visitare il sito Icone Elia (http://www.iconelia.it/it/index.php) perché nessuno meglio di Lorenza saprà guidarvi alla scoperta di quest’arte. 

 

2 commenti:

  1. Davvero un bel post. Molto belle anche le foto

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  2. anche mia zia le fa, sul legno. come le icone di Giotto

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È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. - Henri Cartier-Bresson -

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