giovedì 27 settembre 2012

Villaggio Leumann

Diamo un futuro al nostro passato
- Villaggio Leumann -

Percorrendo corso Francia quante volte vi sarà capitato di voltare il capo e scorgere fra il disordine architettonico di una periferia industriale un villaggio. Aggrottare la fronte, battere le ciglia per accertarvi che quello di fronte a voi fosse un VERO VILLAGGIO OTTOCENTESCO!

Perché è così che si presenta il Villaggio Leumann situato in Corso Francia 345 a Torino. Un agglomerato di 59 villini in stile Liberty che fanno da cornice ad una piazza centrale.

Come avvolto in un’aurea misteriosa il villaggio incuriosisce ed inquieta.

Arrivando dalla strada si presenta compatto, le case sono vicine ed allineate, quasi a formare una barriera verso il mondo moderno e frenetico che lo circonda.
Superare la soglia è come immergersi in un tempo che ormai non esiste più. I rumori si attutiscono mano a mano che ci addentra, il cemento lascia spazio ai giardini curatissimi delle case e la gente si muove lenta a piedi od in bicicletta.

Il mio viaggio nel tempo è iniziato sabato 22 settembre quando mi sono recata al villaggio per visitare la fiera “Filo lungo filo, un nodo si farà”.

La piccola borgata Leumann mi ha accolta in una splendida giornata di sole, la gente passeggiava per i vicoli, i girasoli facevano capolino fra le case, installazioni artistiche arricchivano di colore e profumi l’intero villaggio.
L’alone di mistero che solitamente avvolge i villini si era dissolto ed aleggiava un sano e forte sentimento conservativo volto a tutelare un vero e proprio patrimonio architettonico.


Ed è forse questo il segreto di questa semplice mostra tessile arrivata ormai alla sua 18esima edizione: salvaguardia!

Salvaguardare quello che i tempi moderni chiamano know how.

L’arte del saper fare.

L’Associazione Amici della Scuola Leumann vive ed opera nell’intento di salvaguardare la storia della borgata, con uno slogan secondo me significativo “diamo un futuro al nostro passato”.
Per questo motivo il villaggio è la location ideale per ospitare una fiera che si propone di diffondere la cultura tessile in tutti i suoi aspetti.
E così in questa alchimia perfetta, immersi in una cornice mistica e d’altri tempi, artisti di fama internazionale e giovani emergenti hanno esposto le loro opere.
Marina Costantino, Barbara Girardi e Cristina Busnelli adornavano con le loro opere le sale del Ecomuseo, mentre la magnifica installazione di Urban Knitting, “l’Orto sospeso ad un filo di lana” a cura di Donne ai ferri, ne ornava la cancellata esterna.
Inutile dirvi che questi morbidi vasi sospesi hanno rubato il mio obiettivo: meravigliosi.
Bellissima anche l’esposizione della collezione Leumann: calde lampade in feltro, soffici vasi di fiori e coloratissimi gomitoli di lana su ogni scaffale.
Il giardino esterno accoglieva la presentazione delle piante tintoire, “Tutti i colori del verde”, a cura dell’Azienda Agricola F.lli Gramaglia.
Al civico 313, sempre di Corso Francia, nel capannone giallo sulla sinistra era allestita la mostra mercato: un vero tripudio di colori. Chilometri di fili di lana che intrecciati prendevano le forme più svariate: cappelli, sciarpe di cachemire, abiti e pupazzi.

Insomma un soffice, caldo e colorato benvenuto all’autunno.

Una mostra da vedere!
 

1 commento:

  1. La foto alle piantine nei calzini è super!! mi viene voglia di darmi alla botanica solo per poter mettere del basilico nelle calzeportavasi!!!
    (..peccato mi manchino calze e pollice verde)

    RispondiElimina

Subscribe

È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. - Henri Cartier-Bresson -

Co-Hive

LIONS HOME

Instagram

Instagram